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Inchiesta tra gli psichiatri curanti sulla situazione lavorativa delle persone con disturbi psichici

Le persone con disturbi psichici vengono spesso escluse dal mercato del lavoro e diventano invalide. Ciò potrebbe essere dovuto tra l’altro alla mancanza di contatti tra medici curanti e datori di lavoro, case manager delle assicurazioni private nonché consulenti degli uffici AI e altre autorità. È questa in sostanza la conclusione di uno studio, nel quadro del quale sono stati intervistati per la prima volta su questo tema gli psichiatri attivi in Svizzera. Gli psichiatri residenti e attivi a livello istituzionale in Svizzera sono stati intervistati sui problemi lavorativi dei loro pazienti nel quadro della prima inchiesta sistematica su questo tema, condotta dalla Società svizzera di psichiatria e psicoterapia assieme all’Istituto di psichiatria di Basilea Campagna. Dallo studio emerge il ruolo decisivo che gli psichiatri rivestono ai fini del mantenimento o della reintegrazione delle persone con problemi psichici nel mercato del lavoro. I risultati esposti nel rapporto mostrano non solo che vi sono notevoli differenze tra i quadri clinici delle persone interessate, ma anche che i medici curanti non tengono sempre conto della situazione lavorativa nel contesto terapeutico, così come non sempre contattano i datori di lavoro per accertare le possibilità di riabilitazione. Al fine di porre l’accento del trattamento dei pazienti sulla loro situazione lavorativa, il rapporto raccomanda di sensibilizzare maggiormente gli psichiatri alla rilevanza del tema.

In collaborazione con i suoi partner Compasso ha messo a punto il Profilo di integrazione orientato alle risorse (PIR), uno strumento che favorisce ampiamente una migliore collaborazione tra datori di lavoro, lavoratori e medici.
(20.12.2017)

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